Il diesel vola vicino ai 2,7 euro al litro proprio mentre l’esodo estivo prende il via. Sulle autostrade italiane, le code si allungano e i serbatoi si svuotano più rapidamente, ma a pagare il prezzo più alto sono i portafogli degli automobilisti. Tra il caldo e le partenze, i distributori non esitano a rialzare i listini, trasformando un viaggio tanto atteso in una spesa inattesa e pesante per tante famiglie.
Autostrade, prezzi mai visti prima
Secondo i dati del Ministero della Transizione Ecologica, elaborati dal Codacons, il quadro sulle autostrade italiane è preoccupante. Il record spetta alla A21 Torino-Piacenza, dove il diesel servito ha raggiunto i 2,699 euro al litro. Un prezzo mai registrato prima nel nostro Paese, che fa scattare l’allarme tra chi si mette in viaggio.
Ma non è un caso isolato. Sulla A4 Venezia-Trieste il diesel si avvicina a quota 2,68 euro, mentre sulla A22 Brennero-Modena si toccano i 2,609 euro al litro. Anche la benzina segue la stessa tendenza: sulla A21 si arriva a 2,549 euro, sulla A28 a 2,489, e sulle trafficate A1, A12 e A14 i prezzi superano i 2,44 euro al litro in modalità servito. Insomma, aumenti diffusi e costanti su molte tratte autostradali.
Per chi deve affrontare lunghi viaggi in queste settimane, significa mettere in conto una spesa carburante ben più alta rispetto agli anni scorsi, con file alle pompe e prezzi che non danno segnali di calo nemmeno a luglio.
Milano, capitale dei prezzi alle stelle anche fuori dall’autostrada
Non va meglio sulle strade ordinarie. Milano si conferma la città più cara per fare rifornimento, con il diesel in self service a 2,695 euro al litro e la benzina a 2,635 euro. Seguono nell’elenco delle località più care alcune isole minori: Pantelleria, dove il diesel supera i 2,59 euro e la benzina tocca i 2,499 euro, e poi Ponza e l’Isola del Giglio, con diesel a 2,399 euro al litro.
Qui pesano i costi di trasporto e logistica, che fanno lievitare il prezzo finale e si riflettono sulle tasche degli automobilisti. Non è solo un problema delle autostrade, quindi, ma una situazione che coinvolge anche le grandi città e le mete turistiche più frequentate.
Perché il prezzo dei carburanti continua a salire?
Dietro questi rincari ci sono due fattori principali, legati sia alla politica internazionale che alle scelte del governo italiano. Da una parte, le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno fatto impennare il mercato del petrolio, anche se non si è registrata una vera carenza di greggio. Le compagnie petrolifere sono tenute infatti a mantenere scorte per almeno un mese, per attutire eventuali scossoni.
Questo fa pensare che una parte dell’aumento sia dovuta a dinamiche speculative o a strategie di mercato più complesse, più che a reali problemi di approvvigionamento.
Dall’altra, è terminato il taglio sulle accise deciso dal governo, scaduto il 3 luglio 2026. Questa misura, pensata per alleggerire il prezzo nei mesi precedenti, è stata ritirata proprio nel momento in cui le tensioni internazionali stavano rallentando. Il risultato è un aumento inevitabile, che si somma agli andamenti internazionali e alle politiche commerciali dei distributori.
In sintesi, il caro carburante è frutto di una combinazione di fattori: tensioni globali, fine degli interventi di sostegno e strategie di mercato, che si abbattono sulle famiglie nel pieno delle vacanze.
Famiglie sotto pressione: appello al governo per tagliare le accise
L’impatto sui bilanci delle famiglie è pesante. L’Osservatorio Federconsumatori stima un aumento di spesa di circa 145 euro all’anno per ogni nucleo familiare, considerando il rincaro del carburante e l’aumento degli spostamenti estivi.
Il Codacons ha lanciato un appello urgente al governo: serve un nuovo taglio delle accise, almeno fino alla fine di agosto, per limitare i danni e permettere agli italiani di affrontare il controesodo senza ulteriori rincari.
Nei prossimi giorni sarà importante seguire le mosse delle istituzioni per capire se e come interverranno per frenare questa tendenza al rialzo, che coinvolge tutta la filiera del trasporto e grava sulle tasche di chi viaggia in uno dei momenti più caldi dell’anno.