Fastweb e Starlink lanciano in Italia i primi test di rete satellitare diretta sugli smartphone nell’Appennino

Nel cuore dell’Appennino centrale, tra valli strette e cime aspre, prende il via una sfida tecnologica che promette di trasformare la connessione nelle aree più isolate d’Italia. Fastweb e Starlink hanno unito le forze per testare una tecnologia rivoluzionaria: il collegamento diretto degli smartphone ai satelliti, senza più bisogno di antenne o dispositivi aggiuntivi. Qui, dove il segnale tradizionale spesso latita o scompare del tutto, i telefoni 4G potranno agganciarsi automaticamente allo spazio, mantenendo la linea viva senza interruzioni e senza che l’utente debba neppure accorgersene. Un passo avanti che potrebbe cambiare le regole del gioco, soprattutto per chi vive lontano dalle grandi città.

Direct to Cell: come funziona il test di Fastweb nell’Appennino

Al centro di questa prova c’è la tecnologia Direct to Cell di Starlink, che trasforma i satelliti in vere antenne mobili nello spazio. I satelliti orbitano a circa 360 chilometri dalla Terra e possono comunicare direttamente con i normali smartphone 4G. Il vantaggio più grande è che non servono dispositivi aggiuntivi: basta un telefono abilitato al 4G.

Durante la sperimentazione, che si svolge nelle valli dell’Appennino dove la copertura è spesso un problema, i telefoni potranno inviare e ricevere SMS e MMS via satellite. Si potrà usare anche WhatsApp e Google Maps, che supportano messaggi, chiamate e video tramite i protocolli già usati. Il sistema si attiva da solo quando il segnale terrestre di Fastweb + Vodafone non c’è più, sostituendolo senza che l’utente debba toccare niente.

Per collegarsi via satellite, serve stare all’aperto con una visuale libera verso il cielo: solo così il telefono aggancia il satellite senza problemi. Non serve puntare il dispositivo in una direzione precisa; il passaggio tra rete terrestre e satellitare è automatico e senza interruzioni percepibili.

Fastweb non ha ancora detto quali modelli di smartphone sono compatibili in questa fase di prova, né quando il test sarà aperto ai clienti o se il servizio entrerà nelle offerte attuali o sarà un’opzione a parte.

Starlink e la diffusione mondiale di Direct to Cell con gli operatori mobili

L’Italia entra così in un panorama internazionale dove Starlink sta spingendo la tecnologia Direct to Cell collaborando con operatori mobili in vari Paesi. La prima attivazione commerciale è stata nel 2023 in Nuova Zelanda con One NZ, dove all’inizio il servizio permetteva solo di inviare e ricevere SMS su pochi modelli compatibili. Le comunicazioni satellitari richiedevano anche diversi minuti, soprattutto in condizioni non ottimali di visibilità del cielo.

Negli Stati Uniti, Starlink ha stretto un accordo con T-Mobile. Dopo i primi test, il servizio si è esteso in beta pubblica anche agli utenti di AT&T e Verizon, pur usando l’infrastruttura di T-Mobile per lo spettro mobile. All’inizio si potevano inviare solo SMS, poi il sistema si è evoluto con il servizio chiamato T-Satellite, che supporta applicazioni con un flusso dati limitato.

La tecnologia sta arrivando anche in altri Paesi come Canada, Giappone, Svizzera, Cile, Perù, Ucraina e Filippine, sempre grazie ad accordi con gli operatori locali. Questi mettono a disposizione le frequenze mobili usate sulle loro reti e per lo smartphone il satellite si presenta come una normale cella 4G. Il passaggio tra rete terrestre e satellitare avviene senza che l’utente se ne accorga, quando manca il segnale tradizionale.

I limiti di oggi e le prospettive per la connettività satellitare diretta

Nonostante i progressi, Direct to Cell resta per ora una soluzione pensata soprattutto per le cosiddette “zone d’ombra”, dove la rete mobile tradizionale è debole o assente. La capacità di banda per singolo fascio satellitare è più bassa rispetto alle antenne a terra e deve essere condivisa tra molti utenti.

Per questo, il progetto nella fase iniziale punta soprattutto a messaggi e funzioni che consumano pochi dati. Solo più avanti si cercherà di abilitare chiamate vocali e servizi dati più impegnativi, come lo streaming video o applicazioni avanzate.

Fastweb non ha ancora detto quanto durerà la sperimentazione nell’Appennino né quali saranno i prossimi passi per portare questa tecnologia su scala più ampia in Italia. Il test sarà fondamentale per capire come integrare davvero la rete mobile tradizionale con quella satellitare, una verifica indispensabile prima di un lancio commerciale vero e proprio.

È un passo importante: portare un segnale stabile e affidabile anche nelle valli più impervie e nelle zone periferiche può fare la differenza per la qualità della vita e la sicurezza di tante comunità italiane. L’Italia si mette così tra i primi Paesi europei a sperimentare una connessione mobile satellitare diretta sugli smartphone.

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