Il profumo del rosmarino si diffonde mentre l’impasto soffice della focaccia accoglie grappoli di uva bianca, dolce e fresca. Non è la solita focaccia: qui il miele e l’olio extravergine d’oliva lavorano in sinergia per un risultato sorprendente al palato. Poi arriva la crema di Parmigiano Reggiano, liscia e intensa, capace di bilanciare la dolcezza della frutta con un tocco deciso. Serve un po’ di pazienza per prepararla, ma ogni morso ripaga con un’esplosione di sapori, perfetta per stupire a tavola, sia come antipasto che per una merenda fuori dagli schemi.
L’impasto: integrale, Manitoba, miele e rosmarino
La base nasce dall’incontro di due farine: integrale e Manitoba, scelte per dare struttura e morbidezza. Si comincia mettendo le farine nella ciotola della planetaria, insieme al lievito fresco sbriciolato e al miele millefiori. Il miele non serve solo a far lievitare meglio, ma regala anche un aroma leggero e floreale che si sposa bene con l’uva.
Con il gancio in movimento si versa l’acqua a filo, a temperatura ambiente, fino a ottenere un impasto omogeneo. Si lavora a velocità sostenuta per almeno 10 minuti, finché la maglia glutinica diventa solida. Nel frattempo, si tritano 12 grammi di rosmarino fresco, l’erba che darà quel profumo tipico a tutto il lievitato.
Dopo aver aggiunto il sale, si continua a lavorare l’impasto per altri 3-4 minuti, così il sale si distribuisce bene. Poi si versa l’olio extravergine d’oliva, circa 30 grammi, che rende tutto più soffice e fragrante.
Quando l’olio è assorbito, si mette l’impasto su una superficie leggermente unta e si unisce il rosmarino tritato. A questo punto si fanno delle pieghe delicate, ripiegando i lembi verso il centro per rinforzare la struttura. Si forma un panetto compatto, pronto per il riposo.
Lievitazione e preparazione della teglia
Il panetto va messo in una ciotola leggermente oliata, coperto con pellicola e lasciato lievitare almeno due ore in un luogo tiepido, finché raddoppia di volume. È un passaggio fondamentale per ottenere una focaccia soffice e ben alveolata.
Finita la prima lievitazione, si prepara la teglia , ungendola leggermente con olio extravergine per evitare che si attacchi.
Si trasferisce l’impasto nella teglia e si stende con le mani, coprendo tutta la superficie. Con le dita si fanno i classici buchi della focaccia, pochi millimetri profondi, che aiutano a trattenere olio e condimenti e favoriscono la lievitazione.
Si aggiunge un filo d’olio, il rosmarino avanzato e l’uva bianca, lavata, tagliata a metà e denocciolata con cura per non trovare fastidiosi semi.
Si copre di nuovo con pellicola e si lascia lievitare altri 40 minuti, così l’impasto prende ancora volume e morbidezza, pronto per il forno.
Cottura e crema al Parmigiano Reggiano
Dopo la seconda lievitazione, la focaccia va in forno statico già caldo a 220 gradi per 40 minuti. Questa cottura regala una doratura uniforme, una crosticina croccante e un interno soffice.
Mentre cuoce, si prepara la crema al Parmigiano Reggiano. In un pentolino si scalda la panna fresca senza portarla a bollore. Fuori dal fuoco si aggiungono 100 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato, mescolando fino a ottenere una salsa liscia.
Per finire, si insaporisce con pepe nero appena macinato, a piacere. La crema si lascia intiepidire, pronta per essere spalmata sulla focaccia una volta tolta dal forno.
Come servire e conservare la focaccia
Appena sfornata, la focaccia all’uva va lasciata raffreddare qualche minuto, così si taglia senza perdere la forma.
Si decora con ciuffetti di crema al Parmigiano messi in modo irregolare, per esaltare ogni pezzo.
Si taglia a fette regolari, perfette per un antipasto o una merenda originale. Il mix tra la fragranza del pane, la dolcezza dell’uva e la sapidità del formaggio crea un equilibrio insolito ma riuscito.
Meglio consumarla entro un paio di giorni. In frigorifero si conserva senza crema, che è meglio aggiungere solo al momento di servire, così resta cremosa e buona. Per chi preferisce, si può impastare anche a mano, ma richiede più tempo e fatica rispetto alla planetaria.