HMD Fusion 2: addio allo smartphone modulare, troppo costoso per il mercato italiano

Lo smartphone modulare, quel sogno di poter cambiare pezzi e aggiornare il telefono senza buttarlo via, ha già fatto sognare in molti. Google ci aveva provato con il suo Project Ara, ma è finito nel dimenticatoio dopo tanta attesa e qualche delusione. Ora tocca a HMD, l’azienda dietro i telefoni Nokia, mettere in pausa la sua sfida: Fusion 2, il progetto che puntava sulla modularità, è stato accantonato. Il motivo? Problemi di budget. Così, quella promessa di un telefono personalizzabile resta ancora un’idea lontana.

HMD ci aveva provato con Fusion: cover intelligenti per uno smartphone su misura

All’inizio del 2024, HMD ha lanciato il primo Fusion, un tentativo concreto di riportare in auge la modularità, ma in modo più semplice e pratico. L’idea era chiara: delle cover posteriori intercambiabili, chiamate “outfit intelligenti”, ciascuna con funzioni aggiuntive. In pratica, si poteva personalizzare il telefono scegliendo la cover giusta per le proprie esigenze, senza cambiare tutto il dispositivo. Ogni cover poteva portare con sé una batteria extra, sensori particolari o miglioramenti per la fotocamera, dando nuova vita allo smartphone.

Non è una strada nuova. Anni prima, Motorola aveva fatto esperimenti simili con la serie Moto Z Play, proponendo moduli da agganciare al telefono. Ma anche lì, il successo è stato limitato. La modularità, per quanto affascinante, non ha ancora trovato un modo semplice e convincente per spiccare davvero sul mercato. HMD sperava di cambiare le carte in tavola con Fusion, cercando di tornare a sorprendere con novità tecnologiche concrete.

Dietro lo stop a Fusion 2: costi troppo alti e mercato poco ricettivo

Da ottobre dello scorso anno si parlava di Fusion 2. Ma, a quanto pare, il progetto non è mai decollato. Fonti vicine all’azienda raccontano che i costi di produzione delle cover modulari erano troppo alti. Troppo difficile trovare un prezzo accessibile per gli utenti e allo stesso tempo garantire un guadagno per HMD. A complicare le cose, c’è anche la sfida tecnica e logistica: assemblare moduli di alta qualità senza compromettere la solidità e l’affidabilità dello smartphone non è semplice.

Dopo settimane di riflessioni interne, la decisione è stata di accantonare Fusion 2. Oggi la modularità sembra poco sostenibile dal punto di vista economico, almeno con le tecnologie e i costi attuali. Il rischio era di puntare su un prodotto di nicchia, costoso e rivolto a pochi appassionati, che non avrebbe ripagato gli investimenti fatti in ricerca e sviluppo.

Gli esperti ricordano anche che la domanda reale per smartphone modulare resta bassa. Molti preferiscono telefoni pronti all’uso, performanti e dal design elegante, piuttosto che dispositivi personalizzabili che spesso sacrificano estetica e robustezza. Così, non è solo una questione di costi: anche la strategia di mercato ha giocato contro Fusion 2.

Che fine fanno i Fusion? E cosa ci aspetta per la modularità?

Il primo Fusion è ancora in vendita, soprattutto online, a un prezzo intorno ai 175 euro. Rappresenta un tentativo di HMD di proporre qualcosa di diverso, ma accessibile, nel segmento medio-basso. La modularità qui si limita a cover intelligenti con funzioni pratiche, senza spingersi troppo oltre con espansioni hardware complesse.

L’addio a Fusion 2 non significa che la modularità sia morta. La tecnologia avanza e nuovi materiali o metodi produttivi potrebbero, prima o poi, rendere di nuovo possibile un telefono componibile. Anche la crescente attenzione all’ambiente e alla riparabilità dei dispositivi spinge le aziende a cercare soluzioni innovative.

Per ora, però, la scelta di HMD segnala quanto sia difficile trasformare la modularità da un’idea affascinante in un prodotto che funzioni sul mercato. Anche i grandi nomi con esperienza e risorse devono fare i conti con problemi tecnici e limiti economici. Probabilmente, vedremo un rallentamento nelle iniziative di questo tipo, in attesa che nuove tecnologie o condizioni di mercato migliori diano nuova linfa al progetto.

Change privacy settings
×