Il sistema Full Self-Driving di Tesla dovrà aspettare ancora prima di sfrecciare liberamente sulle strade europee. Chi sperava in un via libera entro ottobre 2024, dovrà rivedere i propri piani. La riunione del Technical Committee on Motor Vehicles, fissata per il 6 ottobre, non includerà alcun voto sull’omologazione del software di guida autonoma firmato Elon Musk. L’approvazione, se e quando arriverà, sembra destinata a slittare almeno fino a fine anno. Dietro questo ritardo ci sono tensioni evidenti, sia tecniche che normative, che frenano l’avanzata di una tecnologia ancora troppo controversa per il Vecchio Continente.
Il Technical Committee si limita a un aggiornamento, niente decisioni
Il Technical Committee on Motor Vehicles , l’organismo che riunisce rappresentanti della Commissione Europea e dei 27 Paesi membri, ha stilato un ordine del giorno scarno per l’incontro del 6 ottobre. Si parlerà solo di un aggiornamento di circa 25 minuti sulla pratica aperta dai Paesi Bassi, senza voti o decisioni ufficiali sul Full Self-Driving. Una doccia fredda per Tesla, che a settembre aveva cercato di accelerare i tempi, pubblicando dati dettagliati sulla sicurezza del proprio software e mostrando i numeri di utilizzo in alcuni Stati membri.
Nonostante il sistema FSD sia già autorizzato a livello nazionale in sette Paesi europei — Olanda, Belgio, Danimarca, Estonia, Lituania, Slovenia e Repubblica Ceca — e venga usato da oltre 70.000 automobilisti, il via libera comunitario resta lontano. Senza convocazioni straordinarie o colpi di scena, l’unica data utile nel calendario è la prossima sessione del Technical Committee prevista per fine 2024. Non si tratta di un rifiuto netto, ma di un ritardo dovuto ai complessi passaggi burocratici europei.
Europa divisa: pochi Paesi hanno dato il sì a Tesla
Il destino del Full Self-Driving in Europa dipende molto dalle regole comuni e dalle scelte dei singoli governi nazionali. L’ok in Olanda si basa su un’eccezione dell’articolo 39 del regolamento UE 2018/858, che permette permessi speciali per tecnologie nuove non ancora regolamentate. Questa deroga ha fatto da apripista per altri sei Stati, completando così la lista di sette Paesi che hanno formalmente autorizzato l’uso della tecnologia Tesla.
Il problema è che questi sette Paesi coprono solo il 12% della popolazione europea. Per ottenere l’omologazione a livello Ue serve una maggioranza qualificata: almeno 15 Stati su 27, che rappresentino almeno il 65% dei cittadini. Il divario fra questa soglia e la situazione attuale mostra quanto sia ancora lontana una decisione che valga per tutta l’Unione.
Il nodo politico e tecnico resta dunque aperto, soprattutto perché Paesi importanti come Francia, Germania, Italia e Spagna si sono detti cauti o scettici. Alcuni non hanno nemmeno recepito l’ok olandese e continuano a sollevare dubbi sulla sicurezza e sui limiti del software.
Sicurezza e limiti di velocità: il nodo che blocca tutto
Uno dei principali motivi del rinvio riguarda la sicurezza stradale, in particolare il controllo dei limiti di velocità nelle città. La Svezia ha detto chiaro e tondo che non darà il via libera se il sistema FSD non impedirà fisicamente di superare i limiti.
Anche Francia, Spagna, Germania e Italia hanno espresso riserve pesanti sul funzionamento del software, soprattutto dopo i dati emersi da test indipendenti. Un’indagine a Bruxelles, condotta da un’associazione a tutela di pedoni e ciclisti, ha mostrato come le Tesla in modalità FSD abbiano superato il limite di 30 km/h nel 55% dei casi esaminati, arrivando a una velocità media di 44 km/h in città. Questi risultati, pur non ufficiali e non parte della valutazione della Commissione, hanno riacceso il dibattito tra i regolatori.
La situazione resta quindi in divenire, con le autorità ancora impegnate a definire criteri di sicurezza chiari, mentre Tesla continua a spingere sull’affidabilità del proprio sistema.
Il futuro dell’omologazione: tutto rimandato a fine 2024
La partita per il via libera definitivo al Full Self-Driving in Europa si sposta alla riunione prevista per fine anno, probabilmente dicembre. Sarà un momento decisivo per capire se l’Unione riuscirà a trovare un accordo in linea con la posizione dei Paesi Bassi o se, invece, le riserve e i vincoli di altri governi continueranno a bloccare l’adozione su larga scala del sistema di guida autonoma.
Il dibattito sull’arrivo della guida autonoma con supervisione sulle strade europee resta aperto. Nel frattempo, il percorso di Tesla in Europa resta incerto, in bilico tra innovazione e rispetto delle regole di sicurezza dettate dalle istituzioni comunitarie. Le prossime mosse del Technical Committee saranno seguite con attenzione da mercati e appassionati del settore automobilistico.