Crisi globale delle memorie: Samsung prevede tensioni fino al 2028 tra profitti e sfide tecnologiche

Samsung, gigante indiscusso dei chip DRAM e NAND, si trova a navigare in acque agitate. Il mercato delle memorie, un tempo terreno di conquiste e profitti record, oggi mostra crepe evidenti. La divisione smartphone, quella che dovrebbe trainare l’azienda, accumula invece perdite pesanti. La causa? Una carenza di capacità produttiva che non sembra destinata a risolversi presto. I dirigenti parlano chiaro: il problema potrebbe protrarsi fino al 2028, ampliando ancora il divario tra domanda e offerta. E tutto questo mentre l’intelligenza artificiale spinge la richiesta di chip a livelli mai visti.

Capacità produttiva al limite: il nodo da sciogliere entro il 2028

A parlare chiaro è Jaejune Kim, responsabile vendite e marketing della divisione memoria di Samsung. Secondo lui, la situazione non si sbloccherà a breve. L’azienda non prevede aumenti sostanziali nelle linee di produzione prima del 2028. Un dato preoccupante, visto che la domanda insoddisfatta del 2026 rischia solo di spostarsi in avanti di un anno, rendendo il mercato ancora più teso. Le grandi aziende tech e i colossi dei data center, sempre più dipendenti da memorie ultra performanti per i loro sistemi di intelligenza artificiale, continueranno a faticare per trovare chip disponibili.

Costruire nuovi impianti o ampliare quelli esistenti non è cosa da poco. Come spiega Kim, servono almeno tre anni per completare e far partire una nuova fabbrica. Questa lentezza pesa sul mercato, che deve fare i conti con una domanda che cresce più in fretta dell’offerta. Samsung e gli altri produttori si trovano così a una corsa contro il tempo, con investimenti enormi e tecnologie delicate da gestire.

Semiconduttori: profitti in crescita, ma il settore smartphone soffre

Nonostante le difficoltà nel comparto smartphone, Samsung mantiene una posizione solida grazie ai guadagni del settore semiconduttori. I profitti generati dalla divisione chip sono nell’ordine di centinaia di miliardi di dollari, un risultato che pochi al mondo possono eguagliare.

Il settore mobile, però, è in rosso, con perdite che si contano in decine di milioni di dollari. Fortunatamente, il deficit è compensato dai risultati robusti della divisione memoria, che sostiene la casa madre in un momento delicato. Samsung non lascia mai perdere il lancio di nuovi prodotti consumer pensati per conquistare il pubblico, segno evidente della volontà di rafforzare la propria posizione anche in un mercato volatile come quello degli smartphone.

Intelligenza artificiale: la domanda di memorie corre veloce

L’intelligenza artificiale fa esplodere la richiesta di memorie ad alte prestazioni. Le aziende che sviluppano sistemi AI e i grandi data center aumentano continuamente gli ordini di chip per far fronte alle crescenti esigenze di calcolo e archiviazione.

Ma la capacità produttiva non basta a tenere il passo. Gli impianti attuali sono sotto pressione costante, mentre quelli nuovi richiederanno ancora anni prima di entrare in funzione. Questo crea un mercato compresso, con oscillazioni dei prezzi e incertezze sulla disponibilità di componenti essenziali per il progresso tecnologico.

Samsung resta vigile, puntando su innovazione e sul rafforzamento del proprio ruolo di fornitore principale. Nel frattempo, la concorrenza osserva da vicino, consapevole che lo squilibrio tra domanda e offerta potrebbe cambiare gli equilibri globali nel giro di pochi anni.

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