ChatGPT non funziona in Italia il 25 luglio: problemi segnalati da utenti e impossibilità d’uso

Sabato 25 luglio, ChatGPT ha smesso di funzionare per molti utenti italiani già dalla tarda mattinata. La piattaforma si bloccava, caricava all’infinito o non rispondeva affatto. Immediata la fuga su Downdetector, dove le segnalazioni di disservizi sono aumentate a dismisura. Il problema non risparmia nessuno: browser o app, cambia poco, l’accesso è praticamente impossibile. Così, progetti, conversazioni, appunti in corso sono finiti in stand-by, lasciando molti senza strumenti fondamentali per lavoro e studio. Anche all’estero, in Europa e negli Stati Uniti, non mancano difficoltà simili.

Disservizi a livello europeo e negli USA, non solo un problema italiano

I problemi che si vedono in Italia non sono isolati. Segnalazioni simili arrivano anche da Francia, Germania e altri Paesi europei, oltre che dagli Stati Uniti. Il problema si presenta sempre allo stesso modo: attese lunghissime, risposte incomplete o addirittura assenti. Downdetector ha registrato un picco importante di segnalazioni proprio in queste aree nelle ultime ore. Tutto fa pensare a un guasto tecnico ai server o all’infrastruttura di OpenAI, che sta colpendo gli utenti su scala internazionale. Per ora non ci sono comunicazioni ufficiali dal team di sviluppo che spieghino le cause del blackout o diano tempi certi per il ritorno alla normalità.

Non è la prima volta: disservizi ripetuti in poche settimane

Anche a metà luglio ChatGPT aveva già avuto un crash importante. Domenica 12 luglio, la piattaforma aveva smesso di funzionare per circa un’ora, con l’Italia tra i Paesi più colpiti. Questi blackout creano problemi a studenti, professionisti e utenti privati che si affidano a ChatGPT per scrivere testi, cercare informazioni o supportare il lavoro quotidiano. Molti lamentano anche di non poter recuperare chat o progetti già iniziati, una seccatura in più soprattutto per chi utilizza il servizio per motivi lavorativi o accademici.

OpenAI tace, utenti restano in attesa di un intervento

Al momento OpenAI non ha fornito dettagli sulle cause del guasto. La speranza è che il team tecnico riesca a intervenire in fretta per sistemare i server e riportare tutto alla normalità. Nel frattempo, l’incertezza e la mancanza di aggiornamenti ufficiali tengono gli utenti con il fiato sospeso. Se il blackout dovesse prolungarsi, le conseguenze sulle attività digitali in Italia e all’estero rischiano di farsi pesanti, visto quanto ormai ChatGPT sia diffuso in ambiti che vanno dalla scuola al business. Tenere d’occhio l’evolversi della situazione è quindi fondamentale per tutti.

Ogni ora che passa, da questo blackout finché il servizio non torna attivo, si conferma quanto le piattaforme di intelligenza artificiale siano ormai parte integrante della vita quotidiana di milioni di persone. La speranza è di tornare presto a usare ChatGPT come sempre, per recuperare il lavoro interrotto e superare questo momento di difficoltà che, pur colpendo tutto il mondo, si fa sentire con forza soprattutto in Europa e America.

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