Apple alza i prezzi di Mac e iPad in Italia: rincari shock spaventano Wall Street

Ieri, senza troppi preavvisi, Apple ha alzato i prezzi di Mac, iPad e altri dispositivi anche in Italia. Non è stata una sorpresa totale: Tim Cook, il CEO, aveva già anticipato che sarebbero arrivati aggiustamenti legati al mercato globale. Però, la portata degli aumenti — in particolare sui modelli desktop e laptop più costosi — ha colpito più del previsto. I clienti non hanno nascosto il loro malumore, mentre a Wall Street la reazione è stata immediatamente negativa. Un’altra scossa per un settore già sotto pressione, tra inflazione e incertezze economiche. Le conseguenze, insomma, si fanno sentire già da ora.

Rincari a macchia di leopardo: aumenti piccoli e balzi significativi

Non tutti i prodotti Apple hanno subito lo stesso aumento. Alcuni hanno visto rincari quasi simbolici, altri invece hanno subito veri e propri salti di prezzo, spesso più marcati rispetto alla media del settore. Prendiamo l’HomePod mini: il prezzo è salito di 30 euro, un ritocco che si può collegare all’aumento generale dei costi di produzione e distribuzione. Anche il MacBook Neo, uscito da poco, è aumentato di 100 euro, una cifra che, rispetto al prezzo originale, pesa non poco per chi sta pensando di acquistarlo.

A fare più rumore sono però i modelli top di gamma. Il MacBook Pro 16″ con processore M5 Max è passato da 4.599 a 5.199 euro, un balzo di ben 600 euro. Ancora più pesante l’aumento del Mac Studio M3 Ultra: da 5.099 a 6.399 euro, con un rincaro di 1.300 euro. Dietro a questi numeri ci sono le difficoltà legate alla crisi globale dei semiconduttori, che hanno complicato la produzione di componenti hardware di fascia alta. Chi cerca il massimo della potenza ora dovrà mettere mano al portafoglio più del solito.

Consumatori e investitori reagiscono: mercato in fibrillazione

Questi aumenti non sono passati inosservati né ai clienti né agli esperti di finanza. Una parte degli acquirenti ha espresso il proprio malumore, sottolineando come i prezzi più alti rendano più difficile l’acquisto dei modelli più performanti, rallentando così le decisioni di spesa. Sul fronte degli investitori, la risposta è stata immediatamente negativa. A Wall Street le azioni Apple hanno chiuso in calo netto, perdendo circa il 6% e scendendo a 275 dollari per azione. È la flessione più marcata da aprile 2023, interrompendo una fase di guadagni tenuti appena sopra i 290 dollari.

Quando la notizia è arrivata, le borse americane erano chiuse, ma all’apertura degli scambi la fase di pre-mercato è stata piuttosto tranquilla, senza grandi variazioni né in su né in giù. Questo fa pensare che gli operatori stiano ancora metabolizzando la notizia e che nei prossimi giorni le oscillazioni potrebbero restare contenute. La giornata di oggi sarà importante per capire come reagiranno gli investitori nel medio periodo, in un contesto dove i consumatori appaiono divisi tra chi preferisce rimandare l’acquisto e chi invece punta ancora sulla qualità Apple, anche a prezzo di un esborso maggiore.

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