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Nuovo accordo al Ministero dell’Economia: costi più bassi per i pagamenti elettronici ai commercianti italiani

In Italia, oltre l’80% delle transazioni avviene ormai con carte o sistemi digitali. Eppure, dietro questo boom c’è una realtà che molti commercianti conoscono bene: i costi nascosti e le commissioni poco trasparenti dei POS. Bar, botteghe e artigiani si trovano spesso a fare i conti con spese che pesano sul bilancio e che sembrano difficili da decifrare. Proprio per questo, a Roma è stato siglato un accordo tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e alcune associazioni di categoria, con l’obiettivo di portare più chiarezza e rendere i pagamenti digitali più accessibili e sostenibili per tutti.

Un patto tra ministero, banche e associazioni per tagliare i costi ai commercianti

Nel primo semestre del 2024 è stato sottoscritto un protocollo che coinvolge pezzi grossi dell’economia italiana: ABI , APSP, Assofin, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e FIPE. Ognuno porta la propria esperienza per creare un sistema condiviso che renda i pagamenti digitali meno costosi e più trasparenti, soprattutto per le piccole attività con fatturati fino a 400 mila euro.

Il protocollo prevede che banche e fornitori offrano pacchetti speciali con commissioni più basse, in particolare per pagamenti piccoli. Per chi fattura tra 400 mila e 750 mila euro, invece, si punterà a soluzioni su misura. Un passo avanti importante per rendere la digitalizzazione più accessibile e non un peso per chi lavora ogni giorno.

Pagamenti sotto i 10 euro: il nodo delle micro transazioni

Il vero problema sono le micro transazioni, quelle sotto i 10 euro, su cui molti commercianti frenano. Le commissioni spesso sembrano esagerate rispetto al valore della spesa, e questo porta molti a preferire il contante per piccole somme. Così si rallenta la diffusione dei pagamenti elettronici, ostacolando un cambiamento ormai inevitabile nelle abitudini di consumo.

L’ABI ha assicurato che queste piccole transazioni avranno un’attenzione speciale, con l’obiettivo di evitare che le commissioni diventino un freno sia per i negozianti sia per i clienti. Ridurre questo gap tra costi e benefici è una sfida, ma fondamentale per far sì che il digitale entri davvero nelle abitudini quotidiane degli italiani.

Dove siamo e cosa ci aspetta nel mondo dei pagamenti digitali

L’Italia ha già superato il contante come strumento principale per le transazioni, con una crescita costante di carte, app e altri strumenti elettronici. Tuttavia, la diffusione non è omogenea, soprattutto nelle piccole e medie imprese che spesso faticano a tenere il passo. Il nuovo protocollo fa parte di un insieme di iniziative del Tavolo permanente sulle transazioni elettroniche, nato al Dipartimento del Tesoro, per accompagnare la trasformazione digitale rispettando le esigenze di istituzioni e commercianti.

L’obiettivo è chiaro: contenere i costi, migliorare la trasparenza e offrire promozioni che facilitino l’adozione dei pagamenti elettronici anche da parte di chi ha fatturati più bassi. Solo così si potrà superare la diffidenza verso il digitale e costruire un sistema più inclusivo e vantaggioso per tutti. In definitiva, il sogno è trasformare i pagamenti digitali in una realtà semplice, efficiente e conveniente per chiunque.

Redazione

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