A maggio di quest’anno, in Italia, sono state vendute 151 auto usate ogni 100 nuove. È un dato che racconta molto del mercato automobilistico nazionale, capace di reggere – e spesso superare – le nuove immatricolazioni. Nei primi cinque mesi del 2026, questa quota è addirittura salita a 173. Eppure, nonostante questi numeri robusti, i passaggi di proprietà complessivi hanno subito un lieve calo: circa 260 mila trasferimenti, meno 2,6% rispetto al mese precedente. Le due ruote usate tengono il passo senza grandi scossoni, mentre le nuove immatricolazioni di auto crescono più del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Intanto, nuove tasse stanno iniziando a complicare il quadro, mettendo sotto pressione anche il settore del noleggio.
Diesel e benzina ancora in testa, ma l’ibrido guadagna terreno
Nel mercato dell’usato, le motorizzazioni tradizionali restano le più richieste. Il diesel, pur perdendo qualche punto, mantiene una quota importante: nei “minipassaggi” è sceso dal 43,8% al 40,6% in un anno, segno che la sua influenza si riduce ma non sparisce. Cresce invece l’interesse per le auto elettrificate, soprattutto per le ibride che rappresentano il 12,1% dei passaggi e segnano un balzo del 30% in un anno. Ancora più forte la presenza delle ibride nei minipassaggi, con quasi il 15% del mercato. Le auto completamente elettriche, nonostante un’impennata del 42%, restano ancora una piccola fetta, poco sopra l’1,5%. Insomma, il mercato resta dominato dalle motorizzazioni tradizionali, ma si fa largo una domanda crescente per soluzioni più green.
Il parco auto italiano si invecchia: le auto vecchie fanno ancora la parte del leone
Uno dei nodi principali è l’età media delle auto circolanti, che continua a salire. Le vetture tra i 20 e i 29 anni oggi rappresentano il 16,8% dei passaggi di proprietà, in aumento rispetto al 15,1% di un anno fa. Un segnale chiaro che nel mercato dell’usato si muovono molte auto datate. E non mancano nemmeno quelle con più di 30 anni, che coprono il 3% dei trasferimenti. Nel frattempo crescono anche le radiazioni, cioè le auto tolte dalla circolazione, con un +10,9% che si traduce soprattutto in un aumento del 15,6% nelle demolizioni di veicoli vecchi o rottamati. Il tasso di sostituzione, ovvero il rapporto tra auto nuove e auto eliminate, resta basso: per ogni 100 auto nuove vendute a maggio, ne sono state tolte 62. A livello geografico, il Nord-Est segna un calo nelle vendite di usato , mentre al Sud e nelle Isole si registra un’impennata nelle radiazioni, con Sicilia e Calabria in cima alla classifica con aumenti rispettivamente del 30% e 25,8%.
Nuove tasse sull’IPT: il noleggio auto rischia di restare a piedi
In un momento in cui servirebbe rilanciare il rinnovo del parco auto e spingere verso una mobilità più sostenibile, arriva un’altra grana per il settore. ANIASA ha lanciato un allarme al Governo Meloni e ai ministeri competenti per le nuove regole sull’Imposta Provinciale di Trascrizione introdotte dal Decreto Fiscale. Le norme colpiscono soprattutto le società di noleggio, imponendo criteri di territorialità basati sulla “gestione ordinaria in via principale”. Un concetto complicato da applicare per chi opera su più territori, come negli hub aeroportuali, stazioni e reti diffuse. L’associazione avverte che “l’interpretazione confusa delle regole rischia di generare caos burocratico e contenziosi, mettendo a rischio la stabilità del settore”. Le conseguenze peggiori potrebbero essere una frenata negli investimenti e difficoltà nel rinnovare le flotte. Il noleggio a breve termine, fondamentale per il turismo con circa 3,5 milioni di contratti l’anno, è il più esposto. Per questo ANIASA chiede di posticipare l’entrata in vigore delle norme e di aprire un tavolo con le istituzioni per trovare un sistema di riscossione centralizzato, prendendo spunto da quanto già fatto in Francia e Germania.





