Tempeh Glassato con Verdure Saltate e Salsa Bordolese: Ricetta Vegana Gustosa e Facile

Il tempeh, fermentato di soia dall’anima rustica, non è certo l’ingrediente più semplice da domare in cucina. Eppure, con la giusta tecnica, può trasformarsi in un piatto sorprendente. Verdure saltate a fuoco vivo, una glassa densa e lucida che avvolge il tempeh, e una salsa bordolese fatta in casa — cremosa e corposa — creano un contrasto di sapori e consistenze che risvegliano anche i palati più scettici. Non si tratta solo di assemblare ingredienti, ma di valorizzare ogni singolo elemento, dando nuova vita alla cucina vegetale.

Salsa bordolese: il cuore robusto del piatto

La salsa bordolese parte dal vino rosso, protagonista indiscusso che regala profondità al piatto. In un pentolino si mettono mezzo litro di vino, una cipolla tagliata grossolanamente e concentrato di pomodoro: la base per un sapore pieno e corposo. Si cuoce a fuoco medio per circa otto minuti, il tempo necessario perché il liquido si riduca della metà e gli aromi si concentrino.

Dopo aver filtrato, si rimette sul fuoco aggiungendo tamari, che sostituisce la salsa di soia con una nota umami decisa ma equilibrata. Zucchero e acidulato di umeboshi danno dolcezza e un tocco acidulo che bilanciano la salsa. La vera svolta arriva con il kuzu, un amido giapponese che addensa senza coprire i sapori. Sciolto in poca acqua fredda, si incorpora a fine cottura, rendendo la salsa vellutata e lucida. Serve attenzione per non rovinarne la brillantezza, così da accompagnare il tempeh al meglio.

La glassa per il tempeh: dolcezza e spezie in equilibrio

La glassa nasce da un mix di tamari, vino bianco e mirin, un vino di riso dolce tipico dell’Asia. Questi liquidi vengono uniti in un pentolino con zucchero e acqua, creando una base liscia e dolce. Si cuoce a fuoco medio per cinque minuti, finché il composto si addensa lentamente.

Un tocco finale di succo di zenzero fresco regala una nota pungente e fresca. Anche qui, il kuzu viene sciolto in acqua e aggiunto fuori dal fuoco, per ottenere una glassa brillante e densa abbastanza da avvolgere il tempeh in uno strato sottile ma croccante. Questa preparazione richiede mano ferma: troppo liquida o troppo densa, la glassa perde il suo effetto.

Verdure saltate e porro arrostito: il contorno perfetto

Le verdure giocano un ruolo fondamentale nel bilanciare il piatto: spinaci, cavolo cinese, pak choi e cime di rapa. Pulite e separate, vengono cotte per mantenere ciascuna la sua consistenza. Spinaci e cime di rapa si saltano in padella con olio di semi a fuoco vivo per pochi minuti, giusto il tempo di appassirle.

Poi si aggiungono pak choi e cavolo cinese, saltati rapidamente per mantenere croccantezza e colore acceso. L’olio di semi di girasole, neutro, esalta il sapore senza coprirlo.

Il porro, tagliato a rondelle spesse circa due centimetri, viene condito con olio extravergine di oliva e origano, poi arrostito in forno a 200 °C per venti-trenta minuti. Così si caramella leggermente in superficie, rimanendo morbido dentro e perfetto per sostenere il tempeh.

Tempeh rosolato e impiattamento: sapori che si incontrano

Il tempeh va tagliato in sei esagoni di circa cinque centimetri di lato, usando un coppapasta o un coltello affilato. Si rosolano in padella antiaderente con un filo d’olio di semi a fuoco medio, cinque minuti per lato, fino a dorarli bene e ottenere una superficie leggermente croccante.

Subito dopo, si immergono nella glassa preparata, che li copre completamente, trattenendo umidità e aromi. Il risultato è una consistenza morbida dentro e un rivestimento lucido e saporito fuori.

Per l’impiattamento si mette al centro una rondella di porro, attorno si sistemano le verdure saltate con l’aiuto di un coppapasta da dieci centimetri di diametro. Sopra il porro si posa il tempeh glassato. Il tocco finale sono foglioline di rucola selvatica e mizuna verde, una pianta giapponese dal sapore fresco e leggermente piccante, che aggiunge colore e aroma.

Si completa con un filo di salsa bordolese, che arricchisce il piatto con una nota rustica e decisa. Il risultato è un piatto raffinato e ben equilibrato, pronto per essere gustato.

Conservazione e varianti: come mantenere e personalizzare il piatto

Il tempeh glassato con verdure si conserva in frigorifero per un massimo di due giorni, mantenendo sapore e consistenza. Salsa e glassa vanno tenute separate in contenitori chiusi, per una settimana circa. Meglio evitare il congelatore, che rischia di rovinare la struttura degli ingredienti.

Chi vuole può sostituire o aggiungere altre verdure di stagione, l’importante è mantenere un buon contrasto tra morbido e croccante. Se la mizuna manca, la rucola selvatica da sola va benissimo.

Il kuzu può essere sostituito con poco amido di mais, che però va mescolato e cotto un attimo per sciogliersi bene. Infine, con gli scarti del tempeh si può preparare un ragù vegetariano: niente si butta, per una cucina davvero sostenibile.

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