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Pasta con crema di scarola e nduja: la ricetta gustosa e facile per un primo piatto italiano irresistibile

La scarola, umile e spesso dimenticata, ha il potere di rivoluzionare un piatto di pasta. Pochi la trattano con la giusta attenzione, ma basta poco per farla brillare. Quando poi entra in gioco la nduja, con il suo carattere piccante e audace, il risultato diventa irresistibile. Qui si incrociano tradizione e modernità, in un piatto che non lascia indifferenti. La chiave? Tempi precisi e materie prime di qualità. Senza compromessi.

Creare la base: dalla scarola alla crema perfetta

Prima di tutto, la scarola va scelta con cura, lavata bene per togliere ogni residuo di terra e tagliata eliminando la parte più dura. Spezzettarla grossolanamente aiuta a cuocerla in modo uniforme e veloce. In una padella ampia, fate scaldare un filo d’olio extravergine d’oliva e soffriggete uno spicchio d’aglio a fuoco medio. L’idea è far uscire il profumo senza bruciarlo. Appena l’aglio è pronto, aggiungete la scarola, salate e pepate con moderazione. Usate un sale fino per non coprire i sapori. Cuocete a fuoco medio-alto per circa dieci minuti, mescolando con delicatezza finché la scarola è morbida ma non sfatta.

Quando la scarola è cotta, eliminate l’aglio, che ormai ha fatto il suo dovere e potrebbe dare un retrogusto amaro. Trasferite la verdura in un frullatore insieme a qualche foglia di basilico fresco: il suo profumo darà un tocco erbaceo che si sposa bene con la dolcezza della scarola. Aggiungete poi 100 grammi di Parmigiano Reggiano DOP stagionato 36 mesi, grattugiato finissimo. Frullate tutto fino a ottenere una crema liscia e setosa, perfetta per avvolgere la pasta. Attenzione a non esagerare con olio e parmigiano: la crema deve avere corpo, non risultare troppo liquida.

Fusilli, acqua bollente e nduja: la preparazione

Mentre la crema riposa, mettete sul fuoco una pentola con acqua abbondante e salata . Appena bolle, tuffate i fusilli, una pasta ideale perché la sua forma a spirale trattiene bene il condimento. Il tempo di cottura va rispettato alla lettera: la pasta deve restare al dente per non perdere consistenza una volta condita.

Nel frattempo, occupatevi della nduja. Tagliatela a fettine sottili e togliete il budello esterno, più duro e poco piacevole. Poi riducetela in piccoli cubetti. La nduja è intensa e piccante, quindi dosatela con attenzione: circa 180 grammi bastano per trovare il giusto equilibrio. Potete usarla in due modi: aggiungerla a cubetti alla fine, per mantenere la sua consistenza, oppure scioglierla nell’ultimo minuto in padella insieme alla crema di scarola, per un sapore più morbido e avvolgente.

Per finire, con un pelapatate ricavate delle scaglie di Parmigiano Reggiano da mettere sopra il piatto. Il loro sapore sapido e leggermente fruttato completerà il profilo gustativo.

Mantecatura e impiattamento: il tocco finale

Il momento più delicato è la mantecatura. Riscaldate la crema di scarola se si fosse raffreddata. Scolate la pasta al dente direttamente nella padella con la crema. Aggiungete un po’ di acqua di cottura, poco alla volta, per legare il tutto e ottenere una consistenza cremosa senza appesantire. Mescolate con cura, mantenendo la fiamma media, così la crema non si rapprende. Se serve, un filo d’olio extravergine darà lucentezza e morbidezza.

Portate la pasta nei piatti, completate con la nduja a cubetti, così resta croccante e piccante. Aggiungete infine le scaglie di Parmigiano, che si scioglieranno leggermente col calore della pasta, regalando contrasti di gusto preziosi. Il piatto va mangiato subito, ben caldo, per godere appieno di freschezza e profumi.

Conservare la crema e alternative per vegetariani

La crema di scarola, senza pasta, si conserva in frigorifero in un contenitore ermetico. Meglio consumarla entro un paio di giorni, perché poi perde freschezza e sapore. Sconsigliamo il congelamento: rischia di rovinare la consistenza, che diventa granulosa o acquosa una volta scongelata.

Chi vuole evitare la nduja può sostituirla con pinoli tostati, olive taggiasche o capperi. Questi ingredienti regalano sapore e un po’ di “pepe” senza esagerare con il piccante, oltre a dare una nota croccante o sapida che arricchisce il piatto senza stravolgerlo.

Un’ultima nota: se la nduja è morbida e cremosa, potete scioglierla direttamente durante la mantecatura. Così il sapore si distribuisce in modo uniforme, diventando più rotondo e intenso, ideale per chi ama un gusto deciso ma bilanciato.

Redazione

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