Il governo ha prorogato fino al 6 agosto lo sconto sulle accise sul gasolio, tagliando ufficialmente 17 centesimi al litro. Ma, in strada, il prezzo del diesel fatica a scendere davvero. Molti automobilisti, più che risparmiare, si sono trovati con la sensazione che quel calo sia solo sulla carta. Il Codacons ha deciso di vederci chiaro, analizzando i numeri del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e ha trovato risposte che mettono in dubbio l’efficacia della misura.
Dal primo agosto, giorno in cui lo sconto sulle accise ha preso il via, il prezzo medio del gasolio nel circuito ordinario è sceso di appena 11,3 centesimi al litro. Molto meno dei 17 centesimi previsti. Peggio va sulle autostrade, dove la riduzione si ferma a 8,6 centesimi. Questi numeri, frutto di un monitoraggio nei primi due giorni dopo la misura, indicano che il taglio fiscale non è stato completamente trasferito ai consumatori. Una discrepanza che solleva dubbi sulle dinamiche lungo la filiera distributiva. Nonostante la riduzione ufficiale, in molte zone d’Italia i prezzi restano ancora molto alti.
Il calo del prezzo del gasolio non è stato uguale in tutto il Paese. Il Codacons ha evidenziato differenze importanti tra le regioni. In Campania, per esempio, il prezzo è sceso solo di 6,6 centesimi al litro, mentre in Basilicata e Molise la riduzione si ferma a 9,3 e 9,5 centesimi. Altre zone del Sud e del Centro registrano sconti ancora più bassi rispetto a quanto previsto. Al contrario, Friuli-Venezia Giulia e Liguria si avvicinano a sconti di circa 13 centesimi, comunque sotto il taglio massimo. Queste differenze potrebbero dipendere dai costi di trasporto o dalla politica dei distributori, ma lasciano il sospetto di un’applicazione parziale o irregolare degli sconti. Chi viaggia nel Sud rischia quindi di non vedere un vero beneficio, aggravando le difficoltà economiche delle famiglie.
Intanto, il prezzo del petrolio Brent è sceso sotto gli 83 dollari al barile, un livello stabile o in calo rispetto alle settimane scorse. Questo avrebbe dovuto spingere verso un’ulteriore riduzione dei prezzi del gasolio. In realtà, il carburante venduto oggi è stato acquistato dai distributori con contratti firmati circa un mese fa, ai prezzi di allora. Non c’è quindi nessun aumento del costo del petrolio che giustifichi prezzi ancora alti. Anzi, i listini internazionali attuali suggerirebbero margini per un ribasso ulteriore. La mancata riduzione piena aumenta i dubbi sulla trasparenza nella formazione del prezzo finale.
Di fronte a queste evidenze, il Codacons ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Procura di Roma. L’obiettivo è capire se nella filiera della distribuzione carburanti ci siano omissioni o comportamenti che impediscono di applicare correttamente il taglio delle accise al prezzo finale. Se si scopre che i consumatori hanno pagato più del dovuto senza motivo, si potrebbe configurare una pratica commerciale scorretta o addirittura un reato penale, come la truffa aggravata. L’appello è per un controllo severo su gestori, distributori e intermediari, che devono rispettare le misure decise dallo Stato. In questo momento difficile, chi guida e chi lavora chiede che gli sconti sul carburante si traducano davvero in un sollievo concreto e trasparente.
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