«Da qualche tempo mi sento sempre gonfio, e il bruciore di stomaco non mi dà tregua». Non è un lamento raro tra chi supera una certa età. Il sistema digestivo cambia, inevitabilmente. I muscoli e i nervi che spingono il cibo lungo l’intestino diventano meno efficienti, lo stomaco produce meno acido e tutto rallenta. Non è solo un problema di tempo: l’uso di farmaci, le malattie croniche, la riduzione dell’attività fisica e una dieta povera di fibre e acqua complicano il quadro. Questi disturbi – gonfiore, stitichezza, bruciori – diventano quindi più frequenti, ma non per questo bisogna rassegnarsi. Il dottor Marco Dal Fante, gastroenterologo di Humanitas San Pio X, spiega perché succede e quali strategie adottare.
Con gli anni, il movimento dell’intestino si fa meno energico. La spinta che serve a far avanzare i residui del cibo perde forza e coordinazione. Così il cibo e le scorie restano più a lungo nell’intestino. Questo rallentamento permette al corpo di assorbire più acqua dalle feci, che diventano dure e più difficili da espellere, causando stitichezza.
Non solo: cambia anche la flora batterica intestinale. I batteri fermentano di più il contenuto fermo, producendo gas in eccesso che gonfiano la pancia e creano meteorismo. Il risultato è quella fastidiosa sensazione di gonfiore che spesso peggiora con il tempo.
In parallelo, con l’età diminuisce la produzione degli enzimi che aiutano a digerire il cibo. Lo stomaco si svuota più lentamente e dopo i pasti può arrivare quel senso di pesantezza o dolore. A complicare le cose ci sono anche abitudini poco sane: una dieta povera di fibre e acqua e la scarsa attività fisica fanno peggiorare la situazione, rendendo difficile mantenere una buona regolarità intestinale.
Il reflusso gastroesofageo è tra i disturbi più diffusi negli anziani. Si tratta della risalita degli acidi dello stomaco verso l’esofago, che causa bruciore e fastidio. Il motivo principale è l’indebolimento dello sfintere esofageo inferiore, la valvola che separa stomaco ed esofago. Con l’età, questa valvola si indebolisce e non riesce più a trattenere il contenuto gastrico.
Anche l’aumento di peso gioca un ruolo importante: una pancia più grande aumenta la pressione dentro l’addome, favorendo il reflusso. Chi segue una dieta poco equilibrata rischia di peggiorare il problema, che diventa così più frequente e fastidioso.
Cambiare qualche abitudine quotidiana può aiutare a contenere i sintomi. Evitare cibi piccanti, caffè e alcol riduce l’acidità. Mangiare pasti leggeri e frazionati, e non coricarsi subito dopo aver mangiato, aiuta a tenere sotto controllo il reflusso. Mantenere un peso adeguato è un altro passo importante per ridurre la pressione sull’apparato digerente.
Con l’età aumenta spesso il numero di farmaci presi e questo pesa anche sulla digestione. Antibiotici e antinfiammatori non steroidei, come ibuprofene, nimesulide e aspirina, possono irritare la mucosa dello stomaco, provocando infiammazioni e aumentando il rischio di ulcere. Questo è particolarmente comune negli anziani, che spesso seguono terapie prolungate per malattie croniche.
Altri farmaci, come antidepressivi e antiacidi, possono rallentare il transito intestinale e favorire la stitichezza. Quando si assumono più medicine insieme, gestire questi effetti collaterali diventa difficile. Non bisogna sottovalutare questi disturbi: parlarne con il medico è fondamentale. Spesso si possono trovare soluzioni, come formulazioni diverse o accorgimenti, per limitare l’impatto sulla vita di tutti i giorni.
Piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono fare la differenza. L’alimentazione è la base: è importante assumere ogni giorno tra 25 e 35 grammi di fibre, scegliendo cibi integrali, frutta e verdura fresche. Questi alimenti aiutano a stimolare l’intestino e a migliorare la consistenza delle feci.
Anche il modo di mangiare conta: masticare con calma e non esagerare con le porzioni facilita la digestione e aiuta a non appesantire lo stomaco. Fare attività fisica regolarmente, anche solo una camminata di venti minuti al giorno, aiuta i muscoli dell’intestino a funzionare meglio.
Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno evita che le feci si secchino troppo. Infine, è bene non sdraiarsi subito dopo aver mangiato, così lo stomaco si svuota più facilmente e si riduce il reflusso. Se i sintomi persistono, come stitichezza grave o gonfiore continuo, è meglio consultare il medico per capire se c’è qualcosa di più serio e trovare la terapia giusta.
Tenere un diario alimentare può essere utile per capire quali cibi o farmaci scatenano i disturbi, aiutando così a fare scelte più consapevoli e a prendersi cura del proprio corpo.
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