Quando le fave sono di stagione, il loro sapore dolce e fresco conquista subito. Basta poco per trasformarle in una torta salata rustica, capace di racchiudere sapori intensi e genuini. Qui, la vera protagonista è la pasta brisée fatta in casa: croccante al punto giusto, leggera, una base che sostiene senza appesantire. Il ripieno unisce la dolcezza delle fave al gusto deciso del pecorino, mentre le erbe aromatiche aggiungono quel tocco di freschezza che fa la differenza.
La preparazione richiede qualche passaggio, ma il risultato ripaga ogni sforzo. Ingredienti semplici, dosati con cura, per un piatto che non tradisce le aspettative. Perfetta per una pausa pranzo diversa dal solito o una cena informale, questa torta salata conquista al primo assaggio.
La pasta brisée: ingredienti e come si fa
La base di questa torta è la pasta brisée, una preparazione semplice che richiede pochi ingredienti ma di buona qualità. Si parte da 300 grammi di farina 00 setacciata, a cui si uniscono 150 grammi di burro freddo tagliato a cubetti. Per dare un tocco in più, si aggiunge un pizzico di sale e la scorza grattugiata di un limone non trattato.
Serve poi acqua fredda, circa 70 grammi, per legare il tutto. Va dosata con attenzione, perché troppo liquido rende l’impasto appiccicoso, troppo poco lo rende duro. Se avete una planetaria con il gancio a foglia, usatela: amalgama gli ingredienti senza scaldare la pasta, che deve restare bella friabile.
Quando l’impasto è omogeneo, si lavora un attimo sul piano per dargli forma tondeggiante, poi si avvolge nella pellicola e si lascia riposare a temperatura ambiente. Questo passaggio è fondamentale per avere una pasta che si stende facilmente e mantiene la sua friabilità in cottura.
Il ripieno di fave, porri, pecorino e aromi: il cuore della torta
Il ripieno è un mix di sapori freschi e decisi. Si parte da 500 grammi di fave già sgusciate, che vanno sbollentate per 5 minuti in acqua bollente. Poi si lasciano intiepidire per togliere la pellicina esterna, un passaggio che migliora la consistenza.
Le fave si dividono in due parti: 300 grammi si saltano in padella con il porro tagliato a rondelle. Il porro va fatto appassire dolcemente in un filo d’olio extravergine d’oliva, senza farlo scurire, così resta dolce e delicato. Nel soffritto si aggiungono foglioline di menta e un rametto di maggiorana, che danno freschezza e carattere.
Si aggiusta con sale e pepe nero macinato al momento, poi si lascia cuocere a fuoco medio per cinque minuti, giusto il tempo di far insaporire senza perdere la croccantezza.
Nel frattempo si prepara una crema che lega il tutto: 100 grammi di fave tenute da parte si frullano con 100 ml di panna fresca, 100 ml di latte intero, un uovo intero e 100 grammi di pecorino grattugiato. Questa emulsione morbida e saporita completa il ripieno, con il pecorino che regala struttura e un sapore deciso.
Come assemblare e cuocere la torta salata con fave e pecorino
Ripresa la pasta brisée dal riposo, si stende su un piano leggermente infarinato fino a uno spessore di 2-3 millimetri. Per evitare che si attacchi, si può lavorare anche tra due fogli di carta forno: così non serve aggiungere altra farina e la sfoglia resta più leggera.
La pasta si sistema in uno stampo da 24 cm, facendo aderire bene la base e i bordi e tagliando via l’eccesso. La pasta avanzata serve per ricavare delle strisce larghe circa 2 cm con una rotella dentellata, utili per decorare la superficie.
Si versa il ripieno nella base, poi si posizionano le strisce a formare un motivo a losanghe, come nelle crostate tradizionali. Per finire, si spolvera con altro pecorino grattugiato, che in cottura formerà una crosticina dorata e saporita.
La torta cuoce in forno statico preriscaldato a 180 gradi, nel ripiano centrale, per circa un’ora. Il tempo è calcolato per far dorare bene la pasta senza seccare il ripieno. Una volta sfornata, va lasciata raffreddare a temperatura ambiente, così i sapori si assestano e diventa più facile da tagliare.
Conservazione e qualche idea per variarla
Questa torta salata si conserva in frigorifero per un paio di giorni, coperta con pellicola o chiusa in un contenitore. Si può anche congelare già cotta, avvolgendola bene per proteggerla dall’umidità. Al momento di servirla, basta lasciarla scongelare in frigo e scaldarla leggermente.
Per chi vuole osare, la pasta brisée si può arricchire con erbe fresche tritate come rosmarino o timo, oppure con spezie a piacere. Questi piccoli dettagli aggiungono un tocco aromatico in più, senza coprire il sapore del ripieno.
L’equilibrio tra la base friabile, le fave dolci, la crema morbida e il pecorino sapido rende questa torta un piatto versatile, perfetto per pranzi freddi o cene informali. Richiede un po’ di attenzione, ma il risultato è sempre una soddisfazione per il palato.





