«Il filler non basta più». È una frase che si sente spesso, ma cosa significa davvero? Quando la pelle perde tono, i volumi si assottigliano e il tempo lascia i suoi segni, qualche puntura di acido ialuronico può fare poco. Serve qualcosa di più deciso. Un intervento chirurgico, per esempio. Non è una scelta da prendere alla leggera, ma a volte è l’unica strada per risultati visibili e duraturi. Lo conferma il dottor Valeriano Vinci, chirurgo plastico di Humanitas Medical Care e dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, che da anni affronta queste sfide sul volto e sul collo.
Le palpebre sono un esempio chiaro di quando il filler può aiutare, ma non basta. Se le occhiaie sono dovute a un leggero svuotamento del solco e non ci sono borse evidenti, il filler può dare una mano, schiarendo lo sguardo e riducendo l’ombra. Ma attenzione: spesso in questa zona il filler può causare gonfiore che non passa, peggiorando il problema.
Se invece ci sono borse adipose visibili o pelle in eccesso che fa sembrare il viso stanco e gonfio, allora la blefaroplastica è la strada da seguire. Si tratta di un intervento chirurgico, fatto in ospedale, che elimina o riposiziona il grasso e toglie la pelle rilassata. Il risultato è più naturale e dura molto più a lungo rispetto al filler. È la soluzione migliore per chi ha gonfiore cronico agli occhi e vuole un aspetto fresco senza ritocchi continui.
Il volto cambia soprattutto nella zona centrale, quella di zigomi e guance. Qui è normale perdere volume con gli anni o dopo una dieta drastica. I filler possono ridare pienezza, ma non risollevano la pelle che scende.
Quando la discesa dei tessuti è evidente, il lifting del terzo medio o il mini-lifting diventano necessari. Questi interventi riportano su la pelle e i tessuti, restituendo equilibrio e freschezza al viso. A volte il chirurgo suggerisce di combinare filler e chirurgia: così si agisce su volume e sostegno insieme, per un risultato più armonico, naturale e duraturo.
Le labbra spesso si modellano con filler per idratarle e aumentarne un po’ il volume, migliorando il sorriso senza ricorrere a interventi invasivi. Ma se ci sono problemi strutturali evidenti – come retrusione marcata, asimmetrie o altre anomalie – il filler non basta.
In questi casi si può pensare a interventi come il lip lift o altre correzioni chirurgiche mirate. Nel caso del sorriso gengivale, quando si vede troppa gengiva sorridendo, la chirurgia offre risultati più stabili e funzionali rispetto alle iniezioni temporanee. La scelta va sempre fatta dopo un’attenta valutazione della situazione anatomica e degli obiettivi estetici.
Il contorno mandibolare può migliorare con i filler, ma fino a un certo punto. Se la pelle del collo è cadente, se compaiono le “corde” muscolari o c’è grasso sotto il mento, i filler non risolvono.
Qui entrano in gioco diverse soluzioni chirurgiche: la liposuzione sotto il mento per togliere il grasso in eccesso, la plastica del muscolo platisma per eliminare le corde, o il lifting del collo per rimettere tutto in tensione e migliorare l’aspetto in modo evidente. Spesso la chirurgia si combina con la medicina estetica per un risultato completo e bilanciato.
Dove si fa il trattamento conta eccome. Affidarsi a centri ospedalieri con specialisti esperti fa la differenza in termini di sicurezza e qualità dei risultati. Humanitas Medical Care e l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano garantiscono protocolli rigorosi e l’uso di prodotti certificati.
L’ospedale permette anche una valutazione completa del paziente, considerando tutte le opzioni mediche e chirurgiche. Solo così si evita di fare trattamenti sbagliati o rischiosi e si trova la soluzione migliore per ogni caso.
Quando la medicina estetica arriva al suo limite, la chirurgia resta la scelta più affidabile per risultati duraturi e naturali. L’esperienza dei medici e le strutture all’avanguardia sono la vera forza per chi cerca questi trattamenti nel 2024.
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