Quando le prime foglie iniziano a cadere, la zucca arriva in cucina con il suo colore caldo e il sapore dolce che parla d’autunno. Il risotto che ne nasce è una carezza cremosa, arricchita dalla sorpresa croccante dei semi tostati. Non è un piatto da fare di fretta: serve tempo, attenzione, quel gesto preciso nel tagliare la polpa e la pazienza di una cottura lenta. Ma il risultato ripaga ogni attesa, regalando un’esperienza che conquista sia il palato che gli occhi.
La zucca: come sceglierla e prepararla al meglio
Si parte dalla zucca, simbolo dell’autunno, che va trattata con cura per esaltare sapori e consistenze. Dopo averla tagliata a metà, si prende una fetta di circa 100 grammi da sbucciare e ridurre in cubetti che finiranno nel piatto alla fine. La parte restante va svuotata di polpa e semi: niente va sprecato. La polpa si condisce subito con sale, pepe e qualche aroma come rosmarino e salvia, per darle un profumo deciso ma equilibrato.
Poi si stende la zucca condita su una teglia e la si cuoce lentamente in forno a 140°C per circa due ore. Questa cottura lenta ammorbidisce la polpa senza bruciarla e le conferisce un profumo intenso grazie agli aromi. Il risultato è una purea vellutata che farà da base al risotto. Nel frattempo, la buccia della fetta tagliata non si butta: servirà per un brodo vegetale profumato, insieme a cipolla e altre verdure.
Brodo vegetale: il segreto sta nelle bucce
Il brodo è quello che fa la differenza. Si parte da acqua, cipolla, sedano, carote e le bucce di zucca recuperate. La cipolla, tagliata a metà, viene prima tostato a secco in padella per farle prendere un bel colore dorato e sprigionare dolcezza. Sedano e carote, messi in pezzi grossolani, danno freschezza e un aroma delicato.
Le bucce di zucca vanno nell’acqua insieme agli altri ingredienti, che si fanno bollire per una mezz’ora. È il tempo giusto per far uscire sapori intensi senza appesantire il brodo o farlo diventare torbido. Alla fine si filtra tutto con cura, ottenendo un liquido limpido e saporito, pronto a cuocere il riso e a esaltare la zucca.
Cubetti di zucca e semi tostati: il gioco delle consistenze
I cubetti di zucca vengono scottati velocemente nel brodo, giusto qualche secondo per ammorbidirli senza farli sfaldare. Così rimangono belli compatti e perfetti per la presentazione. Una volta scolati, si asciugano e si condiscono con un po’ di aceto di mele: l’acidità bilancia la dolcezza della zucca e mantiene il piatto fresco e vibrante.
Nel frattempo si tostano i semi di zucca. Si possono scaldare in padella a fuoco medio-basso per 7-8 minuti o metterli in forno a 170°C per circa 5 minuti. In entrambi i modi si ottiene una croccantezza uniforme senza bruciarli. La tostatura sprigiona un profumo intenso e regala quella piacevole croccantezza che fa la differenza accanto al risotto cremoso.
Purea e risotto: la base cremosa che conquista
La polpa di zucca cotta al forno si schiaccia con una forchetta, senza frullarla troppo: la purea deve restare rustica, con qualche piccolo grumo che dà carattere al piatto. Si aggiusta di sale e pepe e si profuma con un po’ di scorza di limone grattugiata, che regala una nota fresca e alleggerisce i toni dolci e terrosi della zucca.
Si passa poi al riso: il Carnaroli va tostato a secco in una casseruola dal fondo spesso per esaltarne la consistenza. Poi si cuoce aggiungendo il brodo caldo poco alla volta, mescolando spesso per far uscire lentamente l’amido e ottenere quella tipica cremosità. Dopo 5-6 minuti si incorpora la purea di zucca, continuando a mescolare fino a che il riso è al dente. A fine cottura si dà un’ultima grattata di scorza di limone e una macinata di pepe.
Mantecatura e tocco finale: un risotto da manuale
Togliere il risotto dal fuoco e mantecarlo con Parmigiano Reggiano grattugiato, un cucchiaio di aceto e un filo di olio extravergine d’oliva è l’ultimo passaggio che fa la magia. Mescolare con energia serve a legare bene i sapori e ottenere una crema liscia e avvolgente, come vuole la tradizione.
Il risotto si impiatta con i cubetti di zucca aromatizzati all’aceto e una generosa spolverata di semi tostati sopra. Il contrasto tra la dolcezza morbida, l’acidità vivace e la croccantezza finale rende ogni boccone un piccolo viaggio di sapori e consistenze. Un piatto capace di soddisfare anche i palati più attenti.
Il risotto si conserva in frigorifero per un paio di giorni, ma è sempre meglio mangiarlo fresco per godere appieno di gusto e consistenza. Per chi vuole, si può aggiungere un formaggio fresco come la robiola per una versione ancora più morbida e delicata.





