Roblox conta 381 milioni di utenti attivi ogni mese. Quasi la metà ha meno di 13 anni. Numeri che non si possono ignorare, soprattutto quando si parla di sicurezza online. Nei mesi scorsi, la piattaforma è stata riconosciuta tra le Very Large Online Platforms dall’Unione Europea, il che significa che ora deve rispettare regole più stringenti imposte dal Digital Services Act. Solo in Europa, i giocatori superano i 46 milioni. Una realtà enorme, che ha acceso l’allarme su come proteggere i minori. Altroconsumo ha risposto lanciando una petizione: vuole che Roblox si adegui subito alle norme per tutelare i più giovani.
Il Digital Services Act ha introdotto regole più severe per le grandi piattaforme online, le cosiddette VLOP, che influenzano milioni di persone. Roblox, con la sua mole di utenti e il suo raggio d’azione globale, ha superato la soglia che impone controlli più stretti. L’obiettivo è fare chiarezza su come vengono gestiti i contenuti, evitare la diffusione di materiale illegale e mettere al sicuro soprattutto i minori, spesso esposti a pericoli nascosti dietro lo schermo.
L’ingresso di Roblox in questa lista è un passo concreto verso un controllo più rigoroso sulle piattaforme con un impatto enorme sulla società digitale. Considerando che quasi metà degli utenti ha meno di 13 anni, Roblox si presenta come uno dei casi più delicati da gestire a livello di regolamentazione nell’Unione Europea.
Altroconsumo non è rimasta a guardare e ha messo in piedi una petizione online rivolta a Roblox. L’associazione punta il dito su diverse criticità: il tempo eccessivo che i ragazzi passano sulla piattaforma, la possibile esposizione a contenuti pericolosi e le dinamiche degli acquisti in-app. Questa iniziativa fa parte del più ampio progetto RE-ACT PILOT, una collaborazione europea che coinvolge anche associazioni di Lettonia, Lituania e Slovacchia. Nato circa un anno fa, il progetto si concentra sulla tutela dei consumatori con azioni concrete, dalla lotta ai comportamenti illeciti fino al rafforzamento degli strumenti a disposizione delle autorità.
Nel dettaglio, Altroconsumo segnala alcune dinamiche preoccupanti su Roblox. Tra queste, i meccanismi che “intrappolano” i giovani davanti allo schermo, simili al fenomeno del doomscrolling sui social, che portano a un uso prolungato e spesso inconsapevole. La piattaforma offre poi ricompense casuali, che ricordano i giochi d’azzardo, aumentando il rischio di dipendenza. Preoccupano anche gli acquisti con denaro reale, spesso accessibili senza adeguati controlli, e la chat interna, dove si possono trovare contenuti inappropriati o, nei casi più gravi, tentativi di adescamento.
Roblox ha già fatto qualche passo avanti: ha aggiornato le linee guida per la verifica dell’età e ha introdotto strumenti di parental control più sofisticati. Ma secondo Altroconsumo non basta. La petizione chiede un intervento più deciso nella gestione dei contenuti e delle interazioni, puntando soprattutto a prevenire i rischi segnalati.
Tra le richieste principali ci sono restrizioni più severe sull’accesso alle chat, limiti più chiari agli acquisti in-app per i più piccoli e maggiore trasparenza su quei meccanismi che spingono all’uso prolungato della piattaforma. Altroconsumo insiste perché Roblox si adegui in fretta alle norme europee, trasformandosi in un ambiente digitale più sicuro, specialmente per i bambini. In un’epoca in cui i giovani sono sempre più immersi nel mondo digitale, questi interventi diventano essenziali per salvaguardare il loro benessere.
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