Ogni giorno, più di 170 italiani si ritrovano a rispondere a chiamate indesiderate. Dal primo gennaio 2026, sono oltre 37mila le segnalazioni di telefonate moleste arrivate alle autorità. Non è solo fastidio: dietro quel suono insistente si nascondono rischi concreti, come i pixel invisibili nelle email che tracciano i nostri movimenti senza permesso. Questi numeri sono stati svelati durante il convegno “Vita digitale e Dati personali”, promosso dal Garante Privacy insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il contributo delle associazioni dei consumatori.
I numeri non mentono: il telemarketing selvaggio è un problema che non accenna a fermarsi. Nel 2025, l’Autorità garante per la privacy ha ricevuto oltre 104mila segnalazioni, quasi una ogni cinque minuti per tutto l’anno. E nel 2026, nei primi sette mesi, si è già superata quota 37mila. Numeri impressionanti che dimostrano quanto sia radicato il fenomeno. Agostino Ghiglia, membro del Collegio del Garante, ha spiegato che dietro molte di queste chiamate si nasconde un vero e proprio mercato illecito di dati personali.
Dietro a tutto questo c’è la raccolta spesso fraudolenta o non autorizzata di informazioni sensibili, che poi vengono scambiate o vendute da una società all’altra. In un caso particolarmente eclatante, sanzionato dall’Autorità, una rete organizzata ha chiamato circa 70mila persone in due anni, ottenendo la firma su 50mila contratti promozionali. Un chiaro segnale che non si tratta solo di fastidio, ma di un giro d’affari fondato sullo sfruttamento dei dati personali, con pesanti conseguenze economiche e sociali.
Il Garante per la privacy non è rimasto a guardare. Dal 2020 ha inflitto multe per oltre 200 milioni di euro a chi si è reso protagonista di telemarketing illegale. Ma non si è limitato alle sanzioni: nei casi più gravi ha disposto anche il sequestro delle banche dati coinvolte, per bloccare sul nascere ulteriori abusi e vendite illecite di informazioni personali. Una mossa decisiva per spezzare le catene di sfruttamento dietro le chiamate moleste.
La confisca dei dati è un passo importante, ma la sfida resta complessa. I controlli si estendono anche a strumenti più nascosti, come i pixel invisibili nelle email, capaci di monitorare gli utenti senza che loro lo sappiano. Al convegno è stato ribadito che la tutela della privacy deve coprire tutte le forme di sorveglianza digitale, dal telemarketing aggressivo fino a metodi meno evidenti ma altrettanto invasivi.
In Italia, la battaglia per la privacy nel 2026 resta aperta e difficile, soprattutto quando si parla di proteggere i dati personali e mettere un freno al telemarketing illecito. Le cifre delle segnalazioni e le azioni del Garante raccontano un quadro ancora in movimento, dove la lotta contro la raccolta illegale di dati è tutt’altro che finita.
Il gioco si fa movimento. Blackview PlayPop 8 sposta l’attenzione dalla poltrona allo spazio davanti…
La zucca non è solo un simbolo d’autunno: in questi pancake vegani diventa protagonista di…
Quando ogni millisecondo conta e la precisione può decidere una partita, Corsair alza la posta.…
Quando le temperature si abbassano e le foglie ingialliscono, la zucca conquista la cucina con…
L’aria frizzante dell’autunno porta con sé un profumo che sa di casa e di conforto.…
Il segreto è tutto dietro, raccontano gli ingegneri di TCL SunPower Global. E infatti, i…