Apple e Qualcomm hanno appena rinnovato il loro accordo sui brevetti, mantenendo viva una collaborazione che, a prima vista, sembra quasi paradossale. Da una parte, Apple spinge per creare i propri modem, un passo verso l’indipendenza tecnologica. Dall’altra, però, continua a basarsi sulle innovazioni brevettate da Qualcomm, fondamentali per garantire le prestazioni dei suoi dispositivi. Il nuovo patto, esteso senza dettagli precisi sulla durata, potrebbe comunque arrivare fino al 2029, seguendo il termine naturale dell’accordo in vigore. Una mossa che conferma come, nel mondo tech, autonomia e dipendenza possano convivere a stretto contatto.
L’intesa originaria tra Apple e Qualcomm risale al 2019, dopo una lunga battaglia legale. Prevede la licenza per l’uso di un ampio portafoglio di brevetti wireless di Qualcomm, fondamentale per Apple anche ora che ha iniziato a montare modem fatti in casa. L’attuale contratto sarebbe valido fino al 31 marzo 2027, con un’opzione per estenderlo di due anni. Qualcomm ha confermato l’estensione, senza però chiarire se l’opzione è stata già attivata.
Questo accordo è separato da quello sulla fornitura concreta dei chip modem 5G, firmato nel 2023 e valido almeno fino al 2026. Quest’ultimo riguarda l’hardware vero e proprio montato sui dispositivi Apple, che per ora non ha rinunciato del tutto ai chip Qualcomm.
Da tempo Apple lavora per ridurre la dipendenza da Qualcomm nella produzione dei modem per i suoi iPhone e altri dispositivi. Sta sviluppando internamente chip 5G, un percorso che si prevede durerà ancora qualche anno. Nel frattempo, però, i brevetti Qualcomm restano indispensabili per molte soluzioni tecniche.
Questo mix di tecnologia proprietaria e licenze esterne consente ad Apple di tenere il controllo sui componenti hardware, senza rinunciare alla solidità tecnica garantita da Qualcomm. L’accordo di licenza assicura così l’accesso alle innovazioni di base, mentre Cupertino costruisce la sua esperienza interna.
Qualcomm ha già annunciato un calo più rapido del previsto nei ricavi provenienti dalle forniture ad Apple. Questo riflette il progressivo spostamento di Cupertino verso chip realizzati internamente, con un impatto sulla quota di mercato di Qualcomm. Per compensare, l’azienda sta investendo in aree emergenti come i data center e altre infrastrutture tecnologiche, cercando di diversificare il proprio business oltre i chip per smartphone.
Le licenze restano comunque un tassello importante per Qualcomm. Nel trimestre chiuso a giugno 2024, le entrate da royalty hanno rappresentato circa il 15% del fatturato totale, confermando il valore economico dell’intesa con Apple anche in questa fase di transizione.
Il rapporto tra Apple e Qualcomm è solido ma non sempre tranquillo. L’attuale contratto di licenza nasce dall’accordo del 2019, che ha messo fine a una lunga disputa legale durata quasi due anni. Al centro c’erano i pagamenti per l’uso delle tecnologie wireless e la fornitura di modem. In quell’occasione Apple versò a Qualcomm una cifra mai resa pubblica, chiudendo così le cause in corso in tutto il mondo.
Da allora, le due aziende hanno trovato un terreno di collaborazione stabile. Apple continua a usare le tecnologie Qualcomm in licenza, mentre Qualcomm mantiene un cliente importante nel segmento smartphone di fascia alta. Un rapporto complesso ma funzionale, in un mercato che cambia rapidamente.
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