Due iPhone 15 Pro Max in mano, niente altro. Due giovani registi italiani hanno trascorso sei mesi nella comunità di Kayros, nel cuore di Lambrate, quartiere milanese spesso dimenticato. Qui, tra strade segnate da storie difficili, hanno raccolto le vite di ragazzi tra i 16 e i 20 anni, con un passato che pesa ma anche con sogni vivi. Non c’erano luci da set né telecamere ingombranti, solo uno sguardo diretto, capace di avvicinare chi guarda a chi viene raccontato. Dietro quegli schermi piccoli, si cela molto di più di semplici immagini: c’è un mondo di speranze, battaglie quotidiane, e verità spesso invisibili.
Nel quartiere di Lambrate, tra le zone più popolari e multiculturali di Milano, c’è Kayros, una comunità che accoglie minori e giovani adulti con storie di vita complesse. Morgan, Samu, Andy, Aziz e Willy sono i protagonisti di un racconto che si svela giorno dopo giorno, tra paure, sogni e piccoli passi avanti. Kayros non è solo un posto dove stare, ma un luogo dove musica e creatività diventano chance concrete di crescita e riscatto.
Davide Piras e Giammarco Boscariol non si sono limitati a filmare eventi: hanno puntato sulle emozioni che emergono spontanee nel quotidiano. Le difficoltà di questi ragazzi si mescolano alle speranze di un domani diverso, dando vita a un ritratto sincero e diretto della gioventù milanese ai margini. Un racconto senza filtri, con uno sguardo attento e rispettoso verso le persone.
Tutto è partito da un laboratorio musicale dentro Kayros. I ragazzi scrivono e registrano pezzi originali in uno studio messo a disposizione da Sugar, la società di produzione coinvolta nel progetto. Stando a lungo con loro, i registi hanno capito che le canzoni erano solo l’inizio di una storia molto più profonda.
Scegliere di girare con due iPhone 15 Pro Max è stata una mossa voluta per mantenere la leggerezza e la spontaneità. Senza una troupe tradizionale, la presenza dei registi è stata discreta, permettendo ai giovani di mostrarsi per quello che sono, senza pose o forzature. Prima di accendere le camere, Piras e Boscariol hanno passato molto tempo con i ragazzi, costruendo quella fiducia necessaria per raccontare una realtà vera.
Il documentario è tutto in bianco e nero, una scelta stilistica che mette in risalto contrasti e intensità. Ma non è solo questione di estetica. Gli iPhone 15 Pro Max hanno permesso di muoversi con agilità negli spazi della comunità, senza distrarre o interferire con i protagonisti. La facilità d’uso di questi dispositivi è stata decisiva per ottenere un racconto fluido e naturale.
Gli smartphone hanno anche velocizzato il lavoro, semplificando la gestione del materiale e garantendo una qualità professionale adatta alla post-produzione. Il risultato è un film che supera i limiti delle attrezzature tradizionali, mettendo al centro le persone e le loro storie, più che le tecnologie usate.
Realizzato con il supporto di Sugar Play e dello studio creativo The Hills, il progetto segna un passo avanti nel raccontare storie sociali con metodi nuovi e accessibili. L’uso di tecnologie come l’iPhone 15 Pro Max apre nuove strade, soprattutto per produzioni a basso costo o ambienti delicati come quello di Kayros.
Il documentario, girato nel 2026, offre uno sguardo raro su chi spesso resta fuori dai riflettori, raccontando le sfumature di queste vite con attenzione e tecniche innovative. Una storia che unisce musica, tecnologia e narrazione, proprio nel cuore di Milano.
Quattordici milioni di euro: questa la multa che il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha…
Il profumo dei peperoni arrostiti si mescola a quello delle melanzane appena saltate, in una…
Quando l’estate stringe forte, un dolce freddo diventa una piccola vittoria. Lo spumone al limone…
Quando il caldo si fa sentire, il classico tiramisù sembra troppo pesante. Ecco allora una…
“Ho notato una macchia rossa che si allarga sullo schermo del mio Galaxy S26 Ultra,…
La friggitrice ad aria ha cambiato le regole del gioco in cucina. Niente più immersioni…