Il Garante per la protezione dei dati ha inflitto una sanzione di 158mila euro a Character Technologies, la società americana dietro Character.ai. Questa piattaforma permette di creare personaggi virtuali con cui parlare, un’idea che ha conquistato anche tanti minorenni. Proprio la presenza di utenti sotto i 18 anni ha acceso i riflettori dell’Autorità, che ha scoperto falle significative nella tutela della privacy e nella verifica dell’età. Un problema serio, considerando le implicazioni per i dati sensibili dei più giovani.
L’inchiesta del Garante ha messo in luce diverse criticità. L’informativa sulla privacy, quella che spiega come vengono usati i dati, non era chiara e completa. Ancora più grave, Character Technologies non ha presentato nei tempi giusti la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati , un documento obbligatorio per capire i rischi legati al trattamento dei dati personali.
L’azienda ha anche tardato a nominare un rappresentante in Europa, figura chiave per mantenere un canale diretto con le autorità e assicurare il rispetto delle regole Ue. Questi ritardi, insieme a procedure di sicurezza ancora carenti, hanno reso più fragile la protezione dei dati, specialmente per gli utenti minorenni.
Al centro dell’attenzione c’è il sistema che dovrebbe impedire ai minorenni di usare la piattaforma senza limiti. Oggi, i metodi adottati da Character Technologies non bastano a fermare chi ha meno di 18 anni: è troppo facile per un minorenne registrarsi e navigare senza controlli adeguati.
Il Garante ha chiesto di rafforzare i meccanismi di blocco e di evitare che un minorenne, una volta escluso, possa aggirare il divieto creando un nuovo account. Questo cosiddetto “periodo di raffreddamento” è fondamentale per evitare che le restrizioni vengano facilmente eluse.
Inoltre, è stato imposto che i profili dei minorenni siano automaticamente privati, riducendo così il rischio di esposizione a contenuti o interazioni non adatti. Character Technologies ha ora 120 giorni per adeguarsi e mettere in atto queste misure.
Durante l’istruttoria, l’azienda ha introdotto qualche modifica, ma non è bastato a convincere il Garante. Le misure finora adottate non garantiscono una protezione sufficiente, soprattutto per i più giovani.
Ora Character Technologies deve dimostrare entro quattro mesi di aver messo in piedi sistemi di verifica efficaci e di aver rinforzato i limiti per gli utenti minorenni, impedendo l’accesso tramite nuovi account dopo un blocco. Dovrà inoltre comunicare ufficialmente all’Autorità tutte le azioni intraprese per tutelare i dati personali e la sicurezza degli utenti.
Questa multa è un segnale chiaro: le piattaforme digitali, soprattutto quelle basate sull’intelligenza artificiale, devono prendersi la responsabilità di proteggere la privacy e i minori. Non si tratta solo di rispettare la legge, ma di garantire un ambiente digitale sicuro e affidabile, in un mondo dove le tecnologie corrono veloci.
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