Lo scorso anno, le vendite di console portatili hanno registrato un’impennata, ma non tutte sono uguali. Da un lato c’è la Nintendo Switch 2, pronta a far partire il gioco con un semplice clic, senza complicazioni. Dall’altro, emergono dispositivi basati su Windows o SteamOS, che di fatto sono mini PC da gioco. La differenza? Le console tradizionali ti immergono nel gioco in un attimo; quelle più “aperte” — pensate per chi vuole personalizzare o spingere al massimo le prestazioni — chiedono qualche passaggio in più, un prezzo da pagare se si cerca potenza e versatilità. Nel 2024, questa linea di confine si fa ancora più sottile.
Steam Deck è stato un vero spartiacque nel settore. Il suo sistema operativo, SteamOS, è stato ottimizzato per far sentire a casa i videogiocatori abituati alle console tradizionali. L’idea era chiara: avvicinare l’esperienza PC a quella console, eliminando gli ostacoli tecnici che spesso frenano chi non è esperto. Microsoft, insieme ad Asus, ha risposto con le ROG Xbox Ally, puntando sulle console portatili Windows. Arrivate sul mercato alla fine del 2023, queste macchine hanno mostrato che siamo solo all’inizio: c’è ancora molto da migliorare, sia in termini di prestazioni sia di facilità d’uso.
Le prove sul campo hanno messo in luce potenzialità interessanti, ma anche problemi evidenti. Gestire il sistema operativo, far girare tutti i giochi senza intoppi, e soprattutto la durata della batteria sono punti su cui si sta lavorando. Le grandi aziende ci credono e vogliono trasformare le console portatili basate su PC da un prodotto di nicchia in qualcosa per tutti. Per ora, gli utenti si ritrovano in un compromesso: da un lato la libertà di un sistema aperto, dall’altro la comodità di una piattaforma più semplice.
Microsoft ha già annunciato che il 2026 sarà fondamentale per le sue console portatili Windows. Sono in arrivo aggiornamenti importanti per rendere tutto più fluido e veloce, avvicinando l’esperienza a quella delle console tradizionali, semplici e immediate. Tra le novità più attese c’è l’Automatic Super Resolution , prevista per aprile 2024. Questa funzione regolerà automaticamente la risoluzione dei giochi, migliorandone la qualità visiva senza pesare troppo sulle prestazioni o sulla batteria.
Si tratta di un passo avanti concreto verso l’obiettivo di Microsoft e Asus: creare console portatili che offrano grafica di alto livello ma siano facili da usare. L’Auto SR funziona con algoritmi che adattano la risoluzione in base al gioco e al carico di lavoro del processore, trovando un equilibrio tra qualità e risorse. Questo potrebbe eliminare uno dei principali ostacoli, cioè la necessità di dover sempre mettere mano alle impostazioni.
Altri miglioramenti in arrivo riguardano l’interfaccia, il cloud gaming e la connettività. L’obiettivo è rendere l’esperienza uniforme, così da soddisfare sia i giocatori incalliti sia chi vuole qualcosa di più semplice e immediato. Resta da vedere come il pubblico accoglierà questi cambiamenti, ma è chiaro che Microsoft vuole scrollarsi di dosso l’etichetta di “prodotto acerbo” che si è guadagnata negli ultimi mesi.
Le sfide non sono solo tecniche. Serve anche educare il mercato e offrire giochi e contenuti che sfruttino al meglio queste console ibride. Intanto, il confronto con la Nintendo Switch 2 resta acceso, soprattutto per quanto riguarda la rapidità con cui si può iniziare a giocare. La prossima fase sarà decisiva per capire se Windows e SteamOS riusciranno a ritagliarsi un posto stabile nel mondo delle console portatili, un settore che nel 2024 continua a crescere a ritmo serrato.
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